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gio, 19 ago @ 16:22
I SOLDATI USA INIZIANO LA FUGA DALL'IRAQ
Pubblicato in:: Numero770-10
Gli statunitensi, alla chetichella, hanno applicato alla lettera la tradizione
bellica e ieri l'ultima unità combattente Usa ha abbandonato l'Iraq. L'operazione
Iraqi Freedom, iniziata il 20 marzo 2003, chiuderà comunque i battenti il 31 agosto
prossimo, come era già deciso dal 2008, ma per non esporre i militari a stelle e
strisce ad agguati dei ribelli iracheni il ritiro è avvenuto in tempi diversi.

Restano 50mila uomini, con compiti di consulenza e addestramento per le truppe
dell'esercito iracheno e della polizia, che saranno il motore della nuova operazione
statunitense in Iraq, la New Dawn (Nuova alba), che inizia ufficialmente il 1
settembre prossimo ed è destinata a durare per tutto il 2011, ma con la possibilità
di essere prolungata.

L'attentato dei giorni scorsi alle reclute dell'esercito iracheno, in fila davanti al
ministero della Difesa a Baghdad, costato la vita ad almeno settanta persone,
dimostra come la situazione sia tutt'altro che pacificata. Solo che i ribelli,
adesso, puntano su attentati singoli che facciano più danni possibile, mentre per
anni lo stillicidio era quotidiano e terribile. Anche la classe politica irachena non
è pronta e lo dimostra il fatto che il 7 marzo scorso si è votato, ma ancora non si è
potuto formare un governo, tra sciiti moderati e filo-iraniani, curdi e sunniti da
coinvolgere nel potere.

Gli USA iniziano a scappare dopo aver perso oltre 4500 soldati.
(all'interno articolo di peacereporter)

Pubblicato da : Operai Contro |
gio, 19 ago @ 15:55
AL MOMENTO GIUSTO, NEL POSTO GIUSTO
Pubblicato in:: Numero770-10
L’IRRESISTIBILE ASCESA DI FRANCESCO COSSIGA
D. E.

Nella sua rapida e brillante carriera politica, Francesco Cossiga è sempre stato
partecipe dei momenti più oscuri della storia della Repubblica, destreggiandosi tra
complotti, trame golpiste e terrorismo. In queste oscure vicende, ha conosciuto
«uomini e cose», che poi ha utilizzato per favorire le soluzioni più moderate
della borghesia italiana: un progresso senza avventure, sempre sulle spalle dei
proletari.
Il suo esordio governativo avvenne nel 1966, in qualità di sottosegretario alla
difesa nel terzo governo Moro.
In questa veste, presiedette all’apposizione degli «omissis» sul rapporto Manes,
ovvero la relazione conclusiva della commissione ministeriale di inchiesta sul piano
Solo, che la Commissione parlamentare sul Sifar ricevette dal Governo pesantemente
censurata «per esigenze di segreto militare» e che, invece,
conteneva la prova della natura golpista del progetto messo a punto dal generale De
Lorenzo, con la connivenza
di eminenti esponenti democristiani. In questo clima di sospetti, appassì la breve
stagione di riforme economico-sociali varata dal centro-sinistra.( allegato l'intero
articolo)

Pubblicato da : Operai Contro | Allegato:cossiga.pdf
gio, 19 ago @ 10:30
LICENZIARE TRE LAVORATORI PER SPAVENTARE TUTTI GLI ALTRI!
Pubblicato in:: Numero770-10
Che cosa succede nel porto dei record de La Spezia?
Per capirlo bisogna grattare la patina dorata dei dati di carico/scarico dei
container, un +40 per cento nell’ultimo anno, comunicati “trionfalmente” a mezzo
stampa dal presidente dell’autorità portuale Forcieri, con il compiacimento della
stragrande maggioranza delle forze politiche e sindacali cittadine, come se il merito
di questo “record” dipendesse dalle loro chiacchiere!
La realtà, che emerge sotto l’arida matematica delle cifre, è data dall’aumento
smisurato dello sfruttamento dei lavoratori portuali; turni di lavoro massacranti,
flessibilità estrema, diritti elementari come il riposo e la sicurezza calpestati
regolarmente, una paga-base da fame!
Esemplare è la condizione degli autisti che lavorano sulle ralle, (le motrici che
trasportano i container), per conto del fantomatico “consorzio Asterix”, composto di
quattro ditte, di cui una “road runner”, con meno di 15 dipendenti. Nominalmente
queste ditte sono appartenenti a diversi proprietari, ma sono di fatto riconducibili
a un unico padrone, tal Rampini Giuseppe. Sempre pronto a pretendere dai lavoratori
una disponibilità assoluta, ai limiti dello schiavismo, si è dimostrato nel corso
degli anni molto meno pronto nell’adempiere agli obblighi contrattuali nei confronti
dei suoi dipendenti. Stiamo parlando di “cosucce” come spogliatoi e servizi igienici,
una macchina timbratrice dell’orario di entrata e uscita, la possibilità della pausa,
prevista per legge, in turni di nove ore! Chiude il quadro, l’uso di mezzi in
condizione precaria, sprovvisti di un sistema d’illuminazione adeguato per i turni
notturni e di aria condizionata per il caldo estivo, il transito costante sotto
carichi pendenti per velocizzare le operazioni di sbarco-imbarco. Recentemente il
malcontento per questa situazione disumana ha trovato spazio sulla “distratta” stampa
locale, la cosa ha naturalmente suscitato le ire del signor Rampini, che come
rappresaglia e monito, colpire qualcuno per spaventare gli altri, ha licenziato tre
lavoratori. Guarda caso dipendenti della “road runner”, la ditta, che per il fatto di
avere meno di 15 dipendenti, può tranquillamente permettersi di perdere la causa
legale, promossa da due licenziati di fronte al giudice del lavoro, limitandosi a un
indennizzo monetario senza l’obbligo di reintegrare i lavoratori ingiustamente
licenziati.
Non siamo così ingenui da pensare, come qualcuno vorrebbe farci credere, di trovarci
di fronte a una situazione ottocentesca, con il padrone cattivo unico artefice di una
situazione così palesemente ingiusta ma singola e isolata. Il signor Rampini non
potrebbe agire in totale disprezzo dei diritti minimi dei lavoratori se non avesse
l’adeguata copertura politica e sindacale all’interno di una realtà economica, come
quella portuale, che fattura milioni di euro, con una multinazionale che
scientificamente pianifica produttività e profitti, con un intero territorio e la sua
classe politica completamente asserviti a questa logica. Una logica in fondo molto
semplice, che attraversa per intero tutto il mondo del lavoro a livello mondiale, o
licenziati e disoccupati oppure a lavorare in condizioni di schiavitù. Ecco la logica
che lega questi licenziamenti ai 5 licenziati dalla FIAT dopo la vertenza Pomigliano,
ai lavoratori licenziati alla Comdata di Torino, alla miriade di atti repressivi e
intimidatori che quotidianamente avvengono nelle vertenze sindacali.
Contro questa logica e i suoi artefici, a chi trae profitto dalla miseria di chi
lavora, a quelli che parlano tanto di diritti, ma poi sono sempre dalla parte di chi
comanda.
A tutti loro intendiamo chiedere conto di questa ingiustizia!
Contro tutti loro vogliamo lottare, perché o si è parte della soluzione o si è parte
del problema!
Solidarietà incondizionata a tutti i lavoratori licenziati!

LA NOSTRA UNITA’ E’ LA NOSTRA FORZA!

LAVORATORI PORTUALI LA SPEZIA

Pubblicato da : Operai Contro |
gio, 19 ago @ 07:37
OBAMA: LA GUERRA IN IRAQ E' FINITA
Pubblicato in:: Numero770-10
Il criminale di guerra ha dichiarato che la guerra in Iraq e' finita.

Gli USA avevano occupato l'Iraq nel 2003.

Attualmente i soldati USA sono attestati in campi fortificati per non essere decimati
dalla resistenza Irakena.

Ufficialmente attualmente in Iraq ci sono 56000 soldati USA che non andranno via fino
al Dicembre del 2011.

In Iraq c'e' un esercito fantoccio Irakeno di oltre 50000 uomini.

In Iraq sono presenti oltre 50000 mercenari al servizio degli USA.

Obama ha dichiarato che portera' i 50000 soldati tolti dall'Iraq in Afghanistan.

Bravo Obama, il criminale di guerra e' stato proposto per un secondo premio Nobel per
la pace.

Pubblicato da : Operai Contro |
mer, 18 ago @ 19:53
IL TORCICOLLO DI BOSSI E MARONI
Pubblicato in:: Numero770-10
Caro Operai Contro
E’ ormai cronico il torcicollo che obbliga Bossi, Maroni e soci a tenere lo sguardo
fisso sulla telenovela dei mobili di Fini, e minimizzare su Verdini il coordinatore
del PdL, indagato dalla magistratura e ora sotto indagine anche da Bankitalia, tanto
che lo stesso ha dovuto dimettersi da presidente del Credito Cooperativo Fiorentino.

Verdini è sospettato e indagato per:
1) Corruzione e appropriazione indebita.
2) Associazione segreta, P3.
3) Mancata informativa a Bankitalia dei 60 milioni di euro concessi a società
riconducibili allo stesso Verdini.
4) Accantonamento del credito senza un progetto finanziario
5) Raggiro della normativa antiriciclaggio
6) Aiuti illeciti ad aziende edilizie del suo giro
7) Fidi senza garanzia agli amici affaristi
Sospetto di riciclaggio nei 20 anni che è stato presidente del Credito Coperativo
Fiorentino.
Bossi e Maroni hanno dichiarato alla stampa che non conoscono bene i fatti, Bossi nel
tentativo di prendere le distanze ha aggiunto “E’ un democristiano di merda”, forse
per questo che ci stà al governo insieme.
Verdini, nonostante i capi d’imputazione se ne guarda bene dal dimettersi da
coordinatore del PdL, nel suo partito è in ottima compagnia, e poi c’è il direttore
d’orchestra che è un esempio per tutti.
Saluti da Ghedi (Bs)

Pubblicato da : Operai Contro |
mer, 18 ago @ 08:27
ROMA,TASSA SUI CORTEI
Pubblicato in:: Numero770-10
I cortei di protesta a Roma verranno tassati.

Questa e' l'ultima decisione dell'ex fascista Alemanno.

Scende in campo anche la Fiavet, potente organizzazione degli agenti di viaggio. Gli
operatori turistici si schierano con il primo cittadino della Capitale e contro i
sindacati, invocando la contestata gabella come «punizione» per i danni che i
manifestanti provocano a Roma e al turismo in generale.

La logica e' semplice: le manifestazioni degli operai danneggiano i borghesi, per
vietarle la borghesia inventa una tassa.

Pubblicato da : Operai Contro |
mer, 18 ago @ 08:11
POCHI EURO DI PENSIONE
Pubblicato in:: Numero770-10
I borghesi hanno rotto i coglioni presentando i pensionati come nababbi a sbafo.

La realta' e' diversa: andando ad analizzare gli importi ricevuti dai pensionati si
scopre che quasi la metà degli assegni pensionistici non ha superato (per gli anni
2007- 2008 ) 500 euro al mese.

«Il gruppo più numeroso di pensionati (4,7 milioni di persone pari al 27,7% del
totale ) percepisce una o più prestazioni per un importo mensile compreso tra 500 e
1.000 euro - precisa il Tesoro - A seguire 3,9 milioni di pensionati (23,5% )
percepiscono prestazioni per un importo mensile compreso tra 1.000 e 1.500 euro. Con
riferimento alle fasce di importo estreme, il 21,4% dei pensionati ottiene meno di
500 euro mensili, mentre il 13,7% riceve pensioni di importo mensile superiore ai
1.500 euro». Pur con la possibilità di cumulo di più trattamenti, infatti, il 49,1%
dei beneficiari incassa complessivamente meno di mille euro mensili. Gli uomini
guadagnano più delle donne. I primi «presentano quote più elevate nelle classi di
importo mensile più alto; le donne in quelle di importo più basso» Nonostante gli
aumenti, un assegno pensionistico su due non raggiunge l'importo di 1.000 euro. Al
contrario, sono pochissime le pensioni con importo superiore ai 2.000 euro:
costituiscono il 13,7%. Le donne ricevono complessivamente meno degli uomini e il
27,1% delle pensionate incassa ogni mese meno di 500 euro. Nella suddivisione dei
tipi di pensione, il gruppo più numeroso (11,4 milioni) è quello dei titolari di
pensioni di vecchiaia. I meno numerosi quelli che invece percepiscono un assegno
sociale (334.000) e i pensionati di guerra (293.000).

Gli unici che prendono delle pensioni da nababbi sono:
- parlamentari che oltre la pensione hanno accumulato milioni di euro con le
mazzette
- dirigenti industriali di imprese statali e non. Oltre agli stipendi milionari,
beccano liquidazioni e pensioni d'oro.
Ma per i borghesi e' tutto regolare: gli operai sono abituati a fare la fame e
possono continuare anche se per caso arrivano alla pensione

Pubblicato da : Operai Contro |
mer, 18 ago @ 07:52
COSSIGA E' MORTO
Pubblicato in:: Numero770-10
A 82 anni l'ex presidente della Repubblica e' morto.

Noi operai non abbiamo nessun motivo per essere addolorati.

E' morto uno dei tanti uomini politici della borghesia.

(all'interno un articolo di peacereporter)

Pubblicato da : Operai Contro |
mer, 18 ago @ 07:25
SOSTENIAMO IL PRESIDIO OPERAIO DELLA INDESIT
Pubblicato in:: Numero770-10
Egregio Direttore di Operai Contro
La lotta contro 430 licenziamenti e la chiusura della Indesit di Brembate Sopra, in
provincia di Bergamo è giunta in un punto delicato. Gli operai decisi a resistere, si
scontrano con un sindacalismo compiacente col padrone che mira a togliere il presidio
e troncare la lotta.
I sabotatori della lotta, quelli più a contatto con gli operai (politici a parte),
sono il funzionario sindacale dell’UGL, che nell’ultima assemblea ha dichiarato “il
presidio non serve più”, e non meno di lui il funzionario della Fim – Cisl, sempre in
quell’assemblea ha dichiarato che “la presenza operaia al presidio è facoltativa”. I
sindacalisti venduti stanno facendo un bel lavoro per il padrone Merloni, vanno
smascherati e denunciati in tutte le fabbriche.
Prima il sindaco leghista e l’amministrazione comunale di Brembate Sopra, hanno
lottizzato il terreno su cui sorgono i capannoni confinanti con la Indesit,
cambiandone la destinazione d’uso.
Poi è arrivato Calderoli al presidio a chiedere, quanti immigrati stranieri lavorano
in fabbrica, quanti “terroni” e quanti del posto, per farsi un’idea di quanti voti
perderebbe la Lega con la chiusura della fabbrica. Questo ci da l’idea, ammesso che
ve ne fosse bisogno, di quanto può fregare alla Lega che 430 operai possano essere
licenziati.
Dalle fabbriche gli operai devono sostenere concretamente la resistenza degli operai
della Indesit, scaricati dal mondo della politica e ora traditi da un sindacalismo
collaborazionista.
Alcuni sostenitori della lotta degli operai della Indesit.

Pubblicato da : Operai Contro |
mar, 17 ago @ 19:56
PROVE DI ORDINARIA SOLIDARIETÀ
Pubblicato in:: Numero769-10
LA CALDA ESTATE DEI CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE
DINO ERBA
Questa non è un’estate particolarmente calda, ma ci vuol poco a scaldare gli animi di
chi vive in condizioni coatte, come coloro che sono detenuti nei Centri di
Identificazione ed Espulsione, i lager di una democrazia giunta alla canna del gas.
Ultima in ordine di tempo c’è la ribellione del CIE di Milano, quello di via Corelli,
avvenuta a cavallo di Ferragosto. Grazie a questa ribellione, un detenuto ha
riconquistato la libertà, mentre altri
venti sono stati mazzolati dalla sbirraglia incazzata. È il prezzo da pagare. Ma non
disperiamo.
Migliori esiti hanno avuto analoghi episodi avvenuti nel CIE di Brindisi, DIECI
liberi, e in quello di Gradisca (Gorizia), UNDICI liberi.
Scandalizzati da queste «fughe», politicanti e giornalisti venduti (quasi tutti)
parlano di «regia».
Ovvero di azioni fomentate dai soliti «anarco insurrezionalisti» che, nella migliore
delle ipotesi,soffiano sul fuoco. Politicanti e giornalisti venduti sono cosi immersi
nella merda di un sistema allo sbando, fatto di intrighi e corruzione, che non
riescono neppure a immaginare che tra sfruttati e oppressi ci possa essere
solidarietà. E allora vanno almanaccando che qualcuno, non si sa per quali misteriosi
interessi, fomenti rivolte.(in allegato l'articolo completo)

Pubblicato da : Operai Contro | Allegato:La calda estate.pdf
mar, 17 ago @ 19:42
C'ERA UNA VOLTA IL LAVORO
Pubblicato in:: Numero769-10
Cari operaicontro,
riprendo l'articolo di Repubblica del 15 agosto e da voi riportato sul vostro
giornale on line:

C'ERA UNA VOLTA IL LAVORO...
Questo articolo di Ilvo Diamanti su “Repubblica” del 15 agosto, ci offre spunti di
discussione. “Genitori e figli, giovani e adulti, vogliono il posto di lavoro a tempo
indeterminato e sicuro. La maggioranza degli italiani si identifica nella classe
operaia, nonostante la classe dominante non ne riconosca l'esistenza e vorrebbe
toglierne sicurezza e identità rappresentative”. Il lavoro può essere visto come
crescita personale e sociale, da condividere tra colleghi come qualcosa di comune e
non come antagonismo. Il posto di lavoro fisso è ritenuto da tutti di primaria
importanza per poter pianificare la vita individuale, ma anche sociale perché
contribuisce alla crescita economica del Paese e non dovrebbe servire solo alla
crescita individuale degli utili aziendali. Qui si può prendere spunto dal libro di
Paul Ginsborg “Famiglie del novecento”, il familismo contiguo al clientelismo, non è
democrazia sociale e neanche individuale, ma è un eccessivo potere della classe
dominante, implica l'uso delle risorse dello Stato per interessi privati.
Un legame di gratitudine e servilismo nella relazione con il potente, niente ha a che
vedere con cittadinanza, diritti e democrazia.
L'istituto familiare resta un soggetto passivo, si potrebbe dire che la famiglia è un
grande attore politico rimasto troppo a lungo nascosto dalla storia.
La disoccupazione individuale diviene sociale quando non si riesce a portare a
termine la realizzazione di sé attraverso il lavoro, come componente di uno Stato
maturo, ovvero della democrazia compiuta.
La classe operaia ci mette davanti alla realtà che esiste e che svolge un lavoro
importante per tutti. La soluzione familistica/clientelare sta diventando deleteria e
deve farci riflettere per spingerci ad una visione concreta della realtà e della
richiesta di rispetto della Costituzione Italiana e del Contratto Collettivo
Nazionale per tutti, come importanti rappresentatività del Paese, dei Lavoratori e
della Società Civile.

Silvia Cortesi
Milano

Pubblicato da : Operai Contro |

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